Il castello verosimilmente sorge sul sito di una antica posta romana, Pyxus, trasformata poi in fortificazione in epoca normanno-sveva. Con l’avvento degli Aragonesi, dopo i Vespri Siciliani, il territorio venne diviso in feudi assegnati alle famiglie nobili. Sotto il regno di Alfonso V nel 1286 il Castello da semplice fortificazione divenne fortezza baronale passando dai La Grua, ai Pollicino, ai La Rocca, ai Mauro, a Nicolò Castagna, Viceré di Sicilia.

Ai primi del ‘500 re Giovanni D’Aragona affidò la baronia di Rocca ad Andrea Valdina della antica famiglia aragonese Valdina Whart, discendente dai principi Goti. In effetti il termine Valdina presenta chiare assonanze con un cognome di famiglie “Vadlin” trovato in gran densità nella Västergötland e nella Östergötland, terre della Norvegia e della Svezia, terre da cui si presuppone siano provenuti i Goti. Andrea Valdina venne nominato “Maestro Notaro della gran corte di Sicilia”, potenziò l’austera roccaforte con cunicoli sotterranei, strette finestre, pochissimi accessi che rendevano il castello adatto alla difesa dalle incursioni saracene.

Al più illustre dei Valdina, Pietro, si deve la costruzione dell’ala più recente del castello, tra la fine del 1500 e l’inizio del 1600, un vero proprio palazzo nobiliare simbolo della ricchezza che la famiglia Valdina aveva raggiunto in quegli anni. Il Barone Pietro portò la famiglia all’apice della potenza, commissionò i lavori di ampliamento e trasformazione del castello nelle parti del cortile e del palazzo al famoso architetto fiorentino Camillo Camilliani, allievo di Michelangelo e uno dei principali esponenti della produzione artistica siciliana nel periodo della dominazione spagnola, che nello stesso periodo aveva realizzato presso la propria bottega di Palermo il monumento funebre di Maurizio Valdina, commissionato dalla madre Principessa Laura Ventimiglia, che si trova nel duomo di Roccavaldina. Altri studiosi attribuiscono l’architettura del palazzo a Jacopo del Duca, anch’egli discepolo del Michelangelo.

Per tutto il 1600 il castello di Roccavaldina continuò ad essere abbellito con quadri e opere d’arte, tra le quali si suppone anche un Cristo crocefisso del Caravaggio ed un dipinto di Rembrandt, opere che sono andate disperse in seguito.

La potenza e la ricchezza dei Valdina giunge al massimo con Pietro che ottenne sotto Filippo IV nel 1623 la promozione del suo titolo nobiliare da Barone a Marchese con facoltà di aggiungere il suo nome a quello del feudo che si chiamò Roccavaldina. Ciò avvenne in quanto Pietro Valdina con il fratello Carlo partecipò con onore alla guerra contro i Francesi in Piemonte, al ponte di Carignano.

Nel 1660 i beni dei Valdina, tra cui il Complesso Valdina che comprendeva il Palazzo di Montecitorio a Roma, giunsero a Giovanni Valdina Vignolo che nel suo testamento parlando del castello di Roccavaldina ricorda “… per miglioramenti di fabbrica fatti da me e dalla buona memoria di mio padre e per i quadri ivi esistenti ..”

Nelle successioni, per effetto della primogenitura trasmessa all’epoca anche per via femminile in Sicilia, il castello, dopo un periodo piuttosto oscuro, passa dalla Baronessa Giovanna Atanasio Martino Valdina, moglie del barone Francesco Paolo de Spucches, a Gaetana de Spucches, bisnonna degli attuali proprietari, che sposa l’avvocato Giovanbattista Nastasi che assume il titolo di Barone di Roccavaldina, titolo che passerà poi per successione fino ad oggi.

Nel 1908 a seguito del terremoto di Messina si danneggiò gravemente l’ala nord-est del castello che fu restaurata sempre rispettando la planimetria antica.

La penultima opera di restauro risale al 1960; il Dott. Vittorio Nastasi de Spucches ne restaura magnificamente il bellissimo cortile michelangiolesco e l’ala sud della abitazione e sistema le strutture pericolanti.

L’ultima, invece, è avvenuta nel corso del primo decennio degli anni 2000 frutto dell’iniziativa e dell’impegno della figlia di Vittorio, Francesca Nastasi de Spucches, attuale comproprietaria del castello insieme al fratello Vincenzo. Il restauro è avvenuto grazie alla Regione Sicilia e sotto la guida della Soprintendenza di Messina, con il consolidamento dell’intera struttura del Castello, permettendo così di tramandare alle future generazioni una testimonianza storico-artistica di questa nobile importante famiglia Valdina.

Il Castello di Roccavaldina – Piazza Del Popolo, 4, 98040 Roccavaldina ME – T. +39 328 3484342 – ilcastellodiroccavaldina@gmail.com